“Il tema che decide il turismo dei prossimi dieci anni è l’undertourism. È qui che l’Italia deve giocare la sua partita, perché in un mondo in cui tutto è replicabile, ciò che non lo è, sono la cultura, i borghi, le tradizioni e l’accoglienza dei nostri territori”. Lo dichiara Elia Rosciano, presidente della Federazione nazionale Associazioni Ricettività Extralberghiera (FARE), intervenendo dal Forum Internazionale del Turismo 2026, in corso a Milano questo finesettimana.
Forum Internazionale del Turismo, FARE voce dell’extralberghiero
FARE ha partecipato ai lavori del Forum portando al centro del dibattito il ruolo dell’ospitalità diffusa come leva strategica per la competitività del Paese, in linea con il titolo dell’edizione 2026, dedicata proprio alle sfide dell’“Italia da scoprire”.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della digitalizzazione del turismo. “Abbiamo affrontato la sfida del CIN e oggi disponiamo di una banca dati pressoché completa, con circa il 90% delle strutture censite – precisa Rosciano – Il prossimo passo è l’interoperabilità. Tutte le parti che concorrono al turismo devono iniziare a dialogare tra loro. Per questo insisteremo affinché i prossimi fondi siano dedicati a questo e non escludano i piccoli operatori”.
Orietti (delegata macroarea Nord): “Superare la disuguaglianza normativa regionale”
Dal punto di vista territoriale è intervenuta Francesca Orietti, delegata FARE per la macroarea Nord, che evidenzia una criticità strutturale del comparto.
“Nel Nord Italia capita spesso che gli operatori si trovino a cavallo tra due regioni. Pensiamo ai laghi: il Lago Maggiore, ad esempio, è diviso tra territori con legislazioni regionali completamente differenti. Quello che si può fare su una sponda non lo si può fare sull’altra”. “Questo – aggiunge – è un nodo cruciale che stiamo portando avanti come Federazione a livello nazionale, anche nel dialogo con il Ministero del Turismo, perché la disuguaglianza normativa regionale può generare confusione per i proprietari e per chi vuole aprire una struttura extralberghiera”.
Rispondendo ai bisogni concreti di gestori e piccoli proprietari, Orietti sottolinea: “Quello che chiediamo è programmazione, dialogo e semplicità normativa. Serve un confronto, anche tra Stato e Regioni, per arrivare a soluzioni non contrastanti”. “E soprattutto – conclude – chiediamo di iniziare una narrazione positiva e veritiera del nostro comparto, dell’extralberghiero e delle locazioni turistiche, spiegando chiaramente cosa è l’uno e cosa è l’altro. Raccontare il lavoro che facciamo e il valore che portiamo ai territori è fondamentale”.
La misurabilità del turismo: il commento
Nel corso del Forum, FARE ha accolto con attenzione anche le parole della ministra del Turismo Daniela Santanchè, che ha richiamato la necessità di “mettere a reddito” il patrimonio, sottolineando però come non sia possibile dare risposte semplici a questioni complesse che coinvolgono redditività, tutela della proprietà privata e tema degli sfratti.
Particolare attenzione andrà posta sull’aspetto sottolineato dalla ministra in merito alla misurabilità dei risultati e alla visione del turismo come azienda. Su questo, la Federazione vigilerà e si farà promotrice di una visione che, nel migliorare la “professionalità” degli operatori, non mortifichi la spontaneità e la vivacità dell’extralberghiero, affinchè “azienda” significhi “motore per le comunità”, ma non uno sguardo rivolto unicamente al profitto.
Il Forum ha confermato la direzione della valorizzazione delle peculiarità locali attraverso una visione condivisa, esattamente la missione per cui FARE è nata. In parallelo, la Federazione continuerà a lavorare sul confronto europeo con le omologhe realtà di Spagna, Portogallo e Germania e sul rafforzamento dell’informatizzazione del settore, per rendere finalmente misurabile e riconoscibile il peso dell’extralberghiero nel sistema turistico italiano.