Per il Viminale un agosto da record, ma Federalberghi ridimensiona i numeri, attribuendoli unicamente all’emersione del nero indotta dall’introduzione del CIN. La Federazione FARE: «Da Federalberghi semplificazione fuorviante. È nato nuovo profilo di turista»
«Un agosto da record», secondo il Viminale. «Solo nero», secondo Federalberghi. La Federazione nazionale FARE – che rappresenta l’extralberghiero – interviene nel dibattito sottolineando che il turismo, invece, è un fenomeno «molto più complesso», da analizzare «confrontando i dati di spesa».
Il Viminale certifica un +9,3% di arrivi turistici rispetto al 2024, e Federalberghi ridimensiona i numeri, attribuendoli unicamente all’emersione del nero indotta dall’introduzione del Codice Identificativo Nazionale (CIN).
Le dichiarazioni
«Ridurre tutto alla questione del CIN è una semplificazione fuorviante – osserva Elia Rosciano, presidente FARE – Dal nostro osservatorio nazionale e dalle trincee regionali questo agosto ha rivelato divergenze tra i dati registrati e l’esperienza empirica di località solitamente molto gettonate ma insolitamente quasi vuote. In teoria potrebbero aver ragione entrambi, Ministero e Federalberghi: potrebbero essere aumentati gli arrivi e diminuite le permanenze. Ci sono più viaggiatori che soggiornano per meno giorni. Ma per capire se il turismo è davvero cresciuto bisogna confrontare anche i dati di spesa. È un turista che si muove di più o un turista più povero? Oggi mancano ancora elementi sufficienti, e non c’entra nulla l’emersione del nero: le strutture extralberghiere erano già censite a livello regionale e dotate di credenziali Alloggiati Web ben prima del CIN».
Per Rosciano, il 2025 resta segnato dal fenomeno del last minute, che impone di attendere un tempo adeguato per analisi attendibili: «Occorre valutare i dati aggregati su più piani, non fermarsi alle letture parziali di poche settimane».
Dati turismo estivo: il caso della Puglia
Un quadro articolato arriva anche dalla Puglia, territorio tra i più osservati. «Luglio ci ha fatto tremare, ma agosto sembra aver compensato, con buone occupazioni già a maggio e giugno – commenta Cinzia Capozza, presidente AEP Puglia e vicepresidente nazionale FARE – Bari è fortissima, con un nuovo profilo di turista, mentre Brindisi e Lecce sono apparse più deboli, e Salento e Valle d’Itria hanno recuperato solo nel last minute. Vedremo se settembre concretizzerà la tanto decantata destagionalizzazione».
Capozza denuncia anche «sciacallaggio speculativo» e rivendica i progressi del comparto extralberghiero pugliese: «Abbiamo impostato e riconsegnato un’offerta turistica completa e variegata, flessibile per gusti e possibilità di spesa. Dopo i difficilissimi anni della pandemia e le accuse infondate di overtourism o prezzi “pazzi”, oggi marciamo verso un’accoglienza di qualità, fondata sul lavoro di operatori che hanno investito nella crescita personale e professionale. Il concetto di vacanza è cambiato: lo short break ha preso il posto delle long stay, ed è un fenomeno globale, non solo italiano».
Secondo FARE, il dibattito sui numeri conferma la necessità di letture più sofisticate e meno polarizzate. «Non serve alimentare confusione – è la conclusione di FARE – ma distinguere tra chi specula sui dati e chi lavora seriamente per posizionare il turismo italiano in modo competitivo. È tempo che le analisi tengano conto dei cambiamenti reali del mercato e delle comunità locali».